lunedì, settembre 29, 2008

Nove


Questo è il racconto con il quale ho partecipato al concorso di Laura e Lory, Letteriadi. Ha lasciato il segno per la sua brutalità e ha suscitato numerose polemiche. Chi volesse leggere i commenti li trova qui. Intanto la gara prosegue. Ovviamente senza Nove?! Vi risparmio la mia arringa difensiva (post votazione e rivelazione degli autori eliminati). L'incipit fino a glassa alla fragola è stato scritto da Laura e Lory.

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Degli altri quattro sensi non c’era traccia. Tutto ciò che riuscivo a sentire era uno stucchevole sapore di glassa alla fragola. Di glassa alla fragola sciolta nella gola. Appiccicata su labbra, collo e petto. Il mio petto nudo. Seno offerto all’oscurità di una stanza sconosciuta. A bieche mani insudiciate d’orrore.

È la tua torta preferita, mangiala Anna. Mangiala e non fiatare. Se solo sento una lagna inizio a strapparti i capelli. Uno dopo l’altro. Tu ci tieni tanto a loro, vero? Passavi ore a pettinarli. Ogni santa mattina. Ogni santa notte.

Le parole pronunciate in una storta cantilena, m’arrivavano nelle orecchie distanti. Distanti e subdolamente feroci. Occhi. Occhi di ghiaccio spiavano nell’ombra ogni mia dannata espressione. Ogni centimetro di pelle. Chi sei? Questo avrei voluto dirgli. Chi sei? Solo questo. Solo per sapere a chi stavo dando vita e purezza. Innocenza serbata dentro per diciotto anni nella convinzione di rispettare la volontà del mio Dio. Il mio unico Dio.

Sei bella Anna. Talmente bella. Quando ti vedevo camminare davanti a casa mia, con quelle gonnelline corte, cercavo sempre di spiarti sotto. Sì. Proprio sotto. In mezzo alle cosce. Mi eccitava il tanga rosa. La perfetta linea del tuo sedere. Se avessi potuto, t’avrei presa subito, sulla strada, davanti a tutti. Immagino quanto ti sarebbe piaciuto.

Vaffanculo.
Pensai. Lo dissi. No, tacqui. Il terrore m’aveva paralizzato la lingua. Non volevo morire. Non volevo permettergli di violarmi corpo e spirito. Non volevo eppure l’unica cosa che m’era concessa era guardarlo colpito dallo stesso spicchio di luce prima aggrappato sulla mia faccia sporca. Fissare i suoi lineamenti tirati. Le rughe profonde. La figura smagrita. Fissare e serrare gli occhi.

Non mi hai nemmeno ringraziato per averti imboccata e preparato il dolce. Errore. Devi venerare chi ti da attenzione. Scommetto è la prima volta anche per questo. Vero? E certo che è vero. Sempre a casa. Sempre in chiesa a pregare. Cosa chiedi al tuo Signore, Anna? Dovresti implorare di farti godere almeno un po’.

Si sfilò i pantaloni. Il rumore della cinta lasciata cadere fu assordante. Mi rifiutai d’emettere suoni. Nessuno m’avrebbe sentita ed io piuttosto che dargli briciole di soddisfazione, avrei ingoiato la vergogna fin nei recessi di me.
Fremente mi affondava nelle viscere in un impeto d’assoluta potenza. Gloria d’avere una donna per sé. Finalmente. Viscido bastardo. Il suo sudore si mescolava alla glassa, trasformando la dolcezza nel fetore del suo fiato vomitato nella mia bocca. Neanche quella risparmiò. Neanche quella mi consentì di preservare.
Era ovunque. Ovunque. Le dita. Le sue schifose dita si stringevano sulle gambe. Mio Dio, mio Dio fallo smettere. Mio Dio ti prego fallo smettere. Non riuscivo a pensare ad altro. Non potevo pensare ad altro. Ma lui proseguiva, proseguiva a rubarmi ogni residuo di dignità.
Il calore del sole venne a rompere il gelo del buio. A carezzarmi le guance. Quasi mi parve d’ascoltare la voce di papà sussurrare non cedere. Ricordai. Ricordai nonna. La sua cucina ordinata. L’abitudine d’impastare crostate con marmellata alla fragola di domenica mattina, prima d’andare alla messa delle dieci. Quanti anni avevo? Nove forse. Sì, nove. Nove come le ore passate là dentro. Nove come le volte in cui lui scelse d’avermi. Nove come i tagli impressi sulla pancia. Lama affilata conficcata senza inutili attese nella carne. Provai dolore? Me lo chiesi. Me lo chiedo. No. No, perché la sofferenza fisica era di gran lunga inferiore a quella del cuore. All’umiliazione dell’anima. Alla voglia d’annientarmi per dimenticare tutto. Tutto quanto.

Non male. Non male ragazzina. Per essere stata una pudica verginella mi hai fatto venire alla grande. Peccato doverti ammazzare. Sai, volevo salvarti, insomma all’inizio l’idea era diversa. T’avrei lasciata libera. Ma poi. Poi la tua ostinazione mi ha fatto cambiare programmi. Meriti d’affogare nel tuo sangue di merda. Ha un buon sapore, sai? Credo ne porterò via un po’ per brindare alla tua salute. Una specie di trofeo. Non ne ho mai vinto uno neanche da piccolo. C’era sempre qualcuno più bravo di me, più in gamba di me. Oggi posso andare fiero del mio lavoro. Oggi sì. Oggi festeggio.

La mia agonia fu lenta. Lenta e solitaria. Solitaria e silenziosa.
Adesso mi osservo consumata dai giorni. Intrappolata in un tempo immobile. Mi osservo e aspetto che qualcuno riesca finalmente a trovare il mio cadavere per donargli degna sepoltura. Solamente allora avrò la mia pace.



Foto di Katy-Beth
www.deviantart.com
http://katy-beth.deviantart.com

21 commenti:

Bruno ha detto...

Peccato, era proprio la tua arringa difensiva che volevo sentire. Per capire il senso di tutto questo.
Perchè sai che solitamente adoro quello che scrivi... tranne che in questo caso.
Vabbé.

alfie ha detto...

a me piace:P

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Elys.... questo racconto è..STRAORDINARIO!!!

Duro, mette a disagio, ma è quello che tu volevi far arrivare, il disagio il disgusto le ferite, la paura ed il dolore della morte.

Straordinario! E' da tempo che non leggevo qualcosa di simile.

Le critiche? Non te ne curare, oggi nessuno vuole essere a disagio. Ci si vuole indignare, commuovere ma sentirsi a disagio no, è troppo faticoso, ti costringe a guardare in faccia la realtà.

Spingi questo racconto, è davvero eccezionale!

Brava Elys!

Daniele

Elys ha detto...

Mmh...Brunetto troppo brutale anche per te? Ma la realtà è anche questa e io non voglio avere paura di raccontare certe verità perchè sono troppo spaventose. Comunque se la vuoi leggere te la spedisco via e-mail. Non ha molto senso inserirla qui perchè il processo creativo e i motivi di un testo sono insiti nella stessa narrazione. Ho scritto e postato l'arringa nel blog del concorso perchè nei commenti erano state mosse ipotesi errate ed erano state scritte deduzioni non corrette. Era il contesto stesso che lo richiedeva. Qui sinceramente non ha molto senso, un racconto o piace o non piace. Punto. O si comprende o non si comprende. E se non piace ci sta. Mica può piacere tutto!

Alfie, sono contenta che ti sia piaciuto! ^__^

Elys ha detto...

Daniele GRAZIE! Sei riuscito a riassumere in poche parole il significato di "Nove". E sì, è verissimo. Volevo mettere a disagio perchè la realtà è anche questa, perchè ho voluto denunciare quello che ci sta dietro a notizie fredde di uomini che ammazzano impunemente altre donne senza alcun reale senso. Volevo dare voce alle vittime. Hai mai fatto caso che ci si ricorda il nome del serial killer ma difficilmente quello degli assassinati? Non è giusto. "Novve" da voce proprio a loro. Ti abbraccio forte!

Elys ha detto...

Oh l'abbraccio è anche per Brunetto e Alfie! Ho dimenticato di scriverlo!!! Bacissimi!

Alberto ha detto...

Mi piace, mi piace, mi piace. :-D
Avanti così. ;-)

Un abbraccio 3volteConvinto :-)

Elys ha detto...

O___O Wao Alby! Riuscire a conquistare te mi riempie d'orgoglio! ^___^ Un abbraccio emozionato!

Bruno ha detto...

Beh, innanzitutto grazie per l'"arringa": sono convinto che tutte le opere d'arte, specialmente quelle più controverse, possano beneficiare tantissimo del commento di chi le ha create.
Pensandoci bene, sono convinto che un artista abbia il dovere di mordere il pubblico, in certi momenti, senza nessuna paura, e sono contento che tu l'abbia fatto.

Sai, non è stata tanto la violenza dell'opera a mettermi a disagio. Alla violenza, purtroppo, sono assuefatto come tutti quanti noi: troppi telegiornali, troppi film d'azione americani, troppi horror.
Mi ha messo un po' a disagio, semmai, rendermi conto di quanto (inizialmente) io abbia reagito da persona assuefatta alla violenza, reputando il racconto (ma solo ad una prima lettura) come nulla di speciale.
Il che è terribile, se ci pensi. Davvero terribile.

Inoltre, inizialmente mi aveva un po' stupito il fatto di vedere un racconto del genere scritto da te, che ti sei spesso dichiarata come contraria a scrivere di sesso e violenza.
Ma alla fine ci ho riflettuto sopra, e ho concluso che prima o poi ci saresti arrivata. Voglio dire, spesso nelle tue opere ti sei incamminata per i sentieri più oscuri dell'animo umano... era solo questione di tempo prima che arrivassi a qualcosa di simile.

Tutto questo per dirti che mi sono reso conto di avere espresso un giudizio superficiale, e ti chiedo scusa.
Ora devi solo decidere dove andare, con la tua narrativa. Scenderai in abissi ancora più sordidi? Ci porterai più su, a vedere finalmente le stelle? :-)
Qualunque cosa accadrà, ti leggerò sempre con piacere e con una stima ed un rispetto, da oggi, ancora maggiori!

Ciaaaaaaaaaaaoooooooooooo!!!

Bruno

Elys ha detto...

Brunetto la tua analisi è corretta. Nel senso che scandagliando l'animo umano in tutte le sue forme alla fine credo sia stato naturale arrivare anche a raccontare questo genere di orrori. Non penso di scrivere un romanzo su questo filone, perchè il mio genere preferenziale resta sempre quello dei drammi generazionali / familiari. Sicuramente sperimenterò e affronterò anche tematiche diverse forse feroci come "Nove" forse no. Insomma non so mai dove mi porta la mia ispirazione. E cosa possa colpirmi del mondo! ^___^ Ma per ora dopo tre racconti neri e cattivi, mi prendo una paura dai serial killer! Mi manca ancora un racconto per un concorso e ho in mente una storia romantica (pure se Spratz dice che non lo è!), una surreale oppure una ripresa di Cani in versione lunga. Mah staremo a vedere!!!
Un abbracciooooo

fenix ha detto...

Ho visto ieri sera il nuovo post, ma ero stanca e l'ho letto solo ora...mi piace! mi piace vedere come riesci a districarti nei vari "generi" come riesci a far vivere i tuoi personaggi..qualunque personaggio!! E'un pò crudo..ma mi piace per questo.Hai saputo descrivere bene lo stato d'animo di Anna, le assurde "convinzioni" di lui,e determinati dettagli per quanto "forti" sono necessari per rendere il tutto più vero.
Parlare di violenza è semplice, scriverlo, nn lo è.
Brava...e continua così!

bluebirdtwice ha detto...

Ma che bel "casino" di opinioni e di commenti!!Mi sono letto tutti è 41 quelli in trasferta più quelli qui rappresentati. Mi fa piacere invece di avere scoperto l'altra faccia di "Sun",dura schietta e forse adatta solo a chi ha un po' di esperienza sulla trattazione di certi argomenti. E pensare che avevo delle riserve...tutto sbagliato ora posso farti leggere qualcosa che avevo nel cartaceo, sicuro di non urtare tabù obsoleti e ipocrisie letterarie.Sta di fatto che tu sai scrivere e quseto nessuno te lo può negare- Allora "NOVE" è a parer mio un ottimo racconto, certo che discutere sul colore di un tanga non rende onore alla fatica dell'
autore, io preferisco il "fucsia". Avanti così ElysSun i blog servono anche per misurarsi con chi non sa e legge sempre e solo Harmony che tiene nel cesso!!!Franco

Elys ha detto...

^____^ Grazie infinite Franco!!! Per l'attenzione che riservi sempre alle mie cose e per la tua amicizia!

Elys ha detto...

Fenix immaginavo ti piacesse la storia...dopo che ti è piaciuto "Nel nome del padre"! Eheheh ^_______^

fenix ha detto...

Sera!!
bhe ultimamente preferisco le storie più crude:)) e spero che un giorno scriverai un racconto un pò più lungo..per la mia gioia, anche se so che preferisci altro. Ho letto anche io i commenti ma sono arrivata a 11, stavo cominciando ad innervosirmi e ho lasciato stare...
Mi mandi la tua arringa, mi piacerebbe leggerla!!
Bacii!!

Elys ha detto...

Cara se la scrivo la scrivo per te e con tutto il mio affetto!! ^___^ Ti mando volentieri l'arringa!!!

fenix ha detto...

Che tesorooooo!!
Baciiii!!

p.s...maaa nn si può mettere qualche emoticon??
le adorooo :(

Elys ha detto...

Io pure!! Ma con blogger non so se si può fare!! Devo chiedere a Brunetto! ^___^

fenix ha detto...

Daiii, chiediiii!!!
le sue sono carinissime..quelle tutte tonde mi somigliano ;)
mi manca solo la bacchetta da fatina, per essere ugualeeee :)
Ma..adoro anche per la tua margherita :)
Baci!

fenix ha detto...

Questa sera non la smetto piùùù!!!
Ma tornando seria, ho letto qualche altro commento e la tua arringa ...come al solito sei troppo educata,ma è nella tua natura.. mi dispiace che certi soggetti nn abbiano capito il lavoro che c'è dietro o cosa volevi dire,hanno preferito soffermarsi su stupidagini come il colore del tanga e la lunghezza della gonna.Ma che ci si può fare??
Tu continua sempre e comunque per la tua strada, sei bravissima e non devi mai dubitare del tuo talento. Per stasera ho concluso..lo giurooo!!!
Un abbraccio grande grande.

Elys ha detto...

Grazie Fenix! Ma capita che un testo non venga compreso, certo il particolare tanga/mutanda non era fondamentale ai fini della comprensione del racconto, ma ogni storia viene percepita in modo diverso da ognuno O___O!