lunedì, novembre 17, 2008

Un sogno dentro un sogno


È un’emozione per me presentare, attraverso le parole di Aldo Moscatelli, editore de I Sognatori, l’antologia “Un sogno dentro un sogno Vol. 2”, scaturita dagli undici racconti vincitori del concorso omonimo, tra i quali c’è il mio: “Il colonnello se n’è andato via”. È il mio esordio sulla carta, un piccolo inizio e un motivo di orgoglio. La copertina è grottesca e surreale, onirica se devo trovare l’aggettivo più adatto da attribuirgli. Un preannuncio di quello che si troverà all’interno, in quelle storie diverse per stile e approccio alla tematica del sogno. Il costo è contenuto, solo 10 euro. Per chi la volesse ordinare basta rivolgersi qui: acquisti@casadeisognatori.com.
Ora vi lascio all'introduzione di Aldo che ha saputo racchiudere in poche parole tutto il senso dell’opera.
-----------------------------------------------------------------------
Introdotta da una copertina che agli esperti, forse, riporterà alla mente i disegni (grotteschi e surreali) di quel piccolo capolavoro intitolato “Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie”, ecco a voi l’antologia scaturita dall’edizione 2008 del concorso “Un sogno dentro un sogno”.
Le differenze con quella del 2007? Una maggiore varietà stilistica e tematica, un vincitore in più, e le note autobiografiche poste in chiusura di libro, su suggerimento di una nostra lettrice.
Il primo volume è stato un successo (le recensioni e i commenti, non ultimi quelli su Anobii, parlano chiaro). Se questo sequel è all’altezza o meno del suo stimato predecessore… lo lascio dire ai lettori.
Personalmente preferisco non aggiungere altro: questa antologia va letta e basta.
Aldo Moscatelli

QUARTA DI COPERTINA

Torna il tema immortale del sogno, in questa raccolta di racconti che intende offrire spazio e visibilità a undici nuove voci del panorama letterario italiano.
L’antologia propone molteplici prospettive, differenti modi di intendere e interpretare la materia onirica; la narrazione divertente e divertita di Barbara Guzzo e Stefano Mascella si fonde, nei racconti di Francesca Tibo, Mauro D’Arcangelo, Ilaria Vajngerl e Maddalena Selis, con la malinconia del ricordo, della follia, dello spleen esistenziale. Elys e Caterina Armentano piegano la drammaticità della Storia all’esigenza poetica del sogno come via di fuga, attraverso cui costruire le basi per una salvezza che è del corpo e della mente insieme. Federica Maccioni e Giuseppe Perciabosco utilizzano invece scenari tipici (rispettivamente della letteratura mitologica e fantascientifica) per narrare eventi passati e futuri, voli pindarici dell’immaginazione senza freni. Sergio Cortesi, infine, nello spazio di poche righe fonde poesia e prosa per restituire un senso al possibile, mediante la dicotomia fra “destro” e “sinistro”, fra visione statica e visione dinamica della realtà.
Undici novelle, un solo tema, differenti approcci: in questa varietà di storie, linguaggi e stili, risiede senza dubbio il merito principale dell’antologia. Consigliata soprattutto a chi, come il Poeta, ama soffermarsi sulla dorata soglia della porta dei sogni.

FRASI-CHIAVE

Solo che la fiducia che i nostri genitori ripongono in noi è paragonabile a quella che si può offrire a una leonessa affamata che si trovi a tu per tu con una capra. Certo, nella vita molto dipende anche da quello che uno può aspettarsi dalla capra.
Francesca Tibo, “Novembre”

Para, il quattrozamputo, venne a salutare. Strisciò come una lince e fregò al maresciallo belga una pinta di birra. Era un gatto solitario, però sapeva riconoscere le grandi occasioni e non mancava mai quando c’era da dare affetto. E soprattutto quando c’era da bere. Non si ubriacava mai completamente perché il peso di una così grande mente lo soverchiava, tenendolo lucido e rassegnato.
Mauro D’Arcangelo, “L’estro disarmonico”

Gli amici l’hanno abbandonato, affossati da una guerra incapace di risparmiare chiunque, persino i figli. I suoi figli. Se la ricorda bene la paura aggrappata ai corpi innocenti, le voci coperte dai singhiozzi delle bombe, il timore di voltarsi indietro alla ricerca di compagni fatti a pezzi dai proiettili.
Eppure, nonostante tutto, ha proseguito. S’è infilato la mitraglietta sotto il braccio, consentendo al sangue di sporcargli le scarpe, d’annientargli il respiro. Di trascinarlo ancora e sempre, e comunque, all’inferno. Assassino. Assassino. Assassino.

Elys, “Il colonnello se n’è andato via”

Mia madre era piuttosto brutta, ma quando iniziava a parlare la sua voce — sposata al gesto —rapiva ogni sguardo, perché la sua voce si poteva guardare, ed era come un nastro di velluto rosso legato intorno a una bolla di sapone. Le parole sembravano esistere solo perché mia madre potesse pronunciarle, rendendole in questo modo vive. E allora diventava la più bella di tutte e io ne ero fiera.
Ilaria Vajngerl, “Per sua divina provvidenza”

Quindi a quel punto c’erano ben tre Luigi nella mia casa: quello della realtà che dormiva, quello del sogno che pensava di essersi svegliato e che poi si era riaddormentato, e un terzo Luigi, in piedi, che altro non era che il sogno di quello del sogno!
Stefano Mascella, “Il vero Luigi”

Puoi sognare come e quanto vuoi, mi dico, l'importante è che anche nei sogni c'hai dei sogni.
Sergio Cortesi, “Sogno e son destro”

Mi chiamo Ezechiele come il profeta e mio padre è Giacobbe, il figlio di Beniamino. Io prego, conosco la Torah a memoria e conosco le nostre sante feste meglio dei miei soldatini di piombo. Fino a ieri andavo a scuola e mio padre era un direttore di banca. Poi qualcosa è cambiato e l’ho capito dalla stella gialla che mia madre ha cucito su ogni nostro vestito.
Caterina Armentano, “Angelus”

Il MRIS era nato nel 2043, cinque anni prima, sfruttando i poteri psichici dei telek, persone dotate della capacità di viaggiare con la mente fuori dal corpo, praticamente ovunque nello spazio. Viaggio Astrale veniva chiamato, o Sogno Lucido. I telek avevano ricevuto grande notorietà grazie alle straordinarie scoperte prodotte dalle loro facoltà mentali…
Giuseppe Perciabosco, “Mente cosmica”

Sognava l’Aula del Consiglio all’inizio di una delle innumerevoli sedute per le quali era richiesta la verbalizzazione [...]
Il Direttore in persona dava avvio alla seduta e nel proferire parola la sua bocca produceva una lunga bava luminescente, con ogni evidenza il filo del discorso, che la dott.ssa Mariagrazia Crivelli provvedeva diligentemente ad arrotolare, facendone una matassa dall’appropriato color antracite.
Seguivano le repliche da parte dei consiglieri, i quali producevano discorsi dai corrispondenti filati, che venivano raggomitolati con cura, finché il tavolo si copriva di una varietà di matasse distinguibili per spessore e tonalità.
Barbara Guzzo, “Il verbale della seduta”

Si racconta che oltre l'arcobaleno esiste una terra in cui passato, futuro e presente scivolano l'uno nell'altro senza fine, lo spazio e il tempo si fondono e mutano volto, e i confini fra possibile e impossibile si fanno blandi e incerti.
Molti dicono che sia la terra da cui i sogni giungono agli uomini sulle ali leggere del Sonno, e che soltanto in sogno ci si possa recare.
Qualcuno afferma però di esservi stato da sveglio, quand'era bambino. Altri sostengono che solo ai pazzi e ai dissennati è concesso varcare le soglie dell'Iride; altri ancora, che chi vi si reca da adulto non faccia ritorno, e rimanga intrappolato fra le maglie di strani incantesimi.
Federica Maccioni, “Oltre l’arcobaleno”

… Sono morta. Mi hanno messo in una bara. Mia madre si è intestardita e ha comprato quella più costosa. Ma non ce n’era bisogno, accidenti, tanto non la posso mica arredare. Anche se è quasi più spaziosa dell’appartamento che non mi sarei mai potuta permettere, a Roma, con il lavoro che faccio.
Facevo.
E ora sono tutti qui a piangermi. Li sento singhiozzare, con le loro voci flebili e smorzate da veglia funebre. Zia Maria non è riuscita a mettersi un vestito decente nemmeno oggi.
Maddalena Selis, “Siamo tutti morti”

Immagine: è la copertina del libro.

11 commenti:

Bruno ha detto...

Beh, caspita, CONGRATULAZIONIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!
Non avevo dubbi che prima o poi ce l'avresti fatta, così come non aveva dubbi la maggior parte dei tuoi lettori! :-)
E ora, quanto il selezionatore di una casa editrice leggerà la presentazione di un tuo romanzo, non sarai più "una delle tante scrittrici inedite" ma "una scrittrice PUBBLICATA"... mamma mia!!!

Allora, chi diceva "io non sarò mai carta"??? :-) :-) :-)
Lo sei e lo sarai sempre di più, Eli, è solo una questione di maledetto tempo...

Spratz ha detto...

Nuuuu!!! Non sono prima!!!! U___U
Acc...!

Spratz ha detto...

COMPLIMENTIIIII!!!!! ^_______^
CONGRATULAZIONIIII!!!! ^_____^
Sono tanto orgogliosa di te!!!!
Non vedo l'ora di vedere il libro in ... "carta e copertina"!!!!

Lo voglio!Ma come ti ho detto prima...lo voglio con firma e dedica!
eh eh eh eh! così un giorno lo mostrerò come la "prima pubblicazione della scrittrice Elys"...e quando si leggerà nelle antologie di te, potrò dire "IO HO LA PRIMA OPERA PUBBLICATA!"...varrà un sacco di soldi!^___^
uah uah uah uah!

fenix ha detto...

Sono anche io orgogliosa di te!!!!
Vedi!le cose belle prima o poi accadono, basta saper aspettare..
Appena avrò la mia copia, te la mando, la voglio anche io con dedica personalizzata !!!
Bacioni!!!

milvia ha detto...

Congratulazioni, Elys! "La prima volta" è sempre la più emozionante.

Un abbraccio

Milvia

Elys ha detto...

Grazie a tutti per il vostro appoggio! Vi mando un abbraccio!

digito ergo sum ha detto...

bravissima! fantastico! e sono sincero. mi sa che, a tratti, l'unica a non crederci, eri te... :-)

e ora avanti, eh?

annamaria ha detto...

Sapevo che ce l'avresti fatta: ciò che scrivi è da alto scrittore. La profondità di pensiero nel tuo filosofeggiare piacevole, fanno di te una vera artista. Complimenti! Vedrai in seguito quante altre gratificazioni, ciao cara ti lascio un abbraccio.

Elys ha detto...

Digito forse è vero che io dubito spesso...ma la pazienza non è una delle mie virtù! U___U Ti abbraccio forte!!!

Annamaria grazie! Le tue parole mi fanno davvero piacere. Ti mando un grande abbraccio anche io!

Alberto ha detto...

EVVIVA!!!!!! :-O
Sono felice per te, tanto! :*

Mi sono un po' distratto dal tuo blog, recentemente (conosci il periodo - ndr), ma sei sempre nel mio cuore e oggi sono FIERO del successo di un'amica a cui tengo e voglio bene: BRAVA!

Tienimi da parte una copia con dedica.
Presto, a Dio piacendo, dovrei passare qualche giorno da Roma. ;-)

Un abbraccio commosso :-)

Alberto ha detto...

@SPRATZ
La nostra amica spratzosa CE L'HA FATTA! ;-)
Dobbiamo festeggiarla.