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Pensieri di fine estate

Se qualcuno mi chiedesse qual'è la canzone in assoluto che preferisco, direi senza dubbio "Settling" di Tara MacLean. Un pezzo che ha accompagnato quasi l'intera realizzazione della seconda parte di "Luis". Un pezzo che adoro per la sua carica malinconica e piena di parole e pensieri mai detti. Starmene qui seduta davanti al pc dopo il termine del mio studio giornaliero, ahimè ancora zoppicante per alcune cose di francese che attualmente mi sono rimaste poco chiare, mi conduce inevitabilmente a mille riflessioni. Tra esse ne predomina una in particolare. Ovvero l'incredibile differenza esistente tra la me stessa del 1998 e quella di ora. Potrei parlare addirittura di un abisso incolmabile. Prima ero piena di speranze verso il mio futuro sentimentale e in generale nei rapporti con gli altri. Leggendo quanto scrivevo si percepiva uno status interiore totalmente rivolto all'attesa di un domani sicuramente migliore. A vedere nell'amore la fonte di chissà quale promessa. E di fronte a questa improvvisa consapevolezza non posso fare a meno di chiedermi quand'è che ha iniziato a inasprirsi il mio animo? Qual'è stato l'esatto istante in cui ho incosciamente deciso di non credere più nella possibilità di avere accanto qualcuno e di aspettarlo? Forse è stato a causa dell'orda di delusioni accumulate nel corso degli anni. Nel corso di conoscenze sistematicamente marcie e deludenti. E' come se una casa costruita con solidi mattoni fosse stata distrutta a colpi di piccone, rendendo il mio mondo un pò più grigio.
Vorrei poter tornare a dipingerlo di colori sgargianti, luminosi, pastello. Vorrei svegliarmi al mattino finalmente libera da tutte quante le mie ansie, le mie paure, le mie centinaia di insicurezze in certi istanti così soffocanti da impedirmi di respirare. Ma per quanto tenti non ne sono più capace. Alla fine ho tramutato l'incoscienza in decisione. Il dubbio in fermezza. Perchè sono stanca di raccogliere sempre i pezzi. Stanca di rapportarmi a gente stupida e idiota. Stanca di credere nella sincerità della gente. Uomini e donne. Facce di una stessa medaglia corrosa.
Solo di una cosa vado fiera. I miei amici. Pochi ma buoni, come si usa dire. Buonissimi. Impagabili. Shatzy, Sprazt, Dawson e Florence prima di tutto. Una parte di cuore. Un pezzo di me. La sicurezza di avere sempre e comunque il loro sostegno e l'appoggio necessario per affrontare le nuove sfide che mi si prospettano davanti. Università, case editrici, lavoro. Sono attrezzata per combattere, non sono una debole. Ma alle volte vorrei un compagno accanto che prendesse la spada al posto mio.
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