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Ricordo di un amore

Il Capitano dice che ogni tanto nella vita occorre sbilanciarsi un pò, rischiare e buttarsi. Dare fiducia alle persone, non a tutte, ma ad alcune. Una volta la pensavo anche io così. Mi gettavo nei rapporti senza timore. Davo il mio cuore e restavo in attesa di qualcuno che se ne prendesse cura. Ma non c'era mai nessuno disposto a farlo. C'erano solo ombre già pronte a svanire ai colori del primo sole. Fantasmi sospesi nel nulla di esistenze senza direzione. Nonostante questo non mi arrendevo all'evidenza del mondo, convinta di poter lottare ancora e vincere, ottenendo l'amore tanto cercato, perchè senza amore non potevo vivere. Poi un giorno, ho conosciuto un ragazzo, me ne sono innamorata, gli ho permesso di toccarmi l'anima e quando l'ha toccata me l'ha sgretolata in mille pezzi. Quanti stadi di sofferenza può sopportare l'essere umano? Sopportare e superare? Sopportare, superare e ricominciare da capo? Infinite volte. Il dolore fa parte dell'esistenza. E' la faccia di una medaglia d'oro. E a noi non resta altro che affrontarlo ricostruendo se stessi, un minuto dopo l'altro. Non me la sono mai cavata bene con i conti, ma sono sicura che per ritrovarmi ce ne sono voluti milioni. Milioni di minuti, decine di pagine scritte su fogli di carta gelosamente tenuti lontani da sguardi indiscreti, centinaia di canzoni strappalacrime per dire finalmente di riconoscermi, di essere tornata me stessa. Pronta a tuffarmi nuovamente nei rapporti sociali. Mi sentivo più forte. Pronta a gestire chiunque mi fosse capitato a tiro. E ce l'ho fatta, fino a quando non ho riallacciato i contatti con lui. Tanta fatica a strapparmelo dal petto per ricominciare da capo. Tanta fatica per capire una verità negata fino all'ultimo, strenuamente: lo amavo. E dunque che fare? Sperare forse di chiarire un rapporto ambiguo e divenuto troppo snervante per me. Ho aspettato. Ho atteso. Ho sentito altre lacrimevoli musiche, rifiutando possibilità che non avevano il suo nome. Il risultato è stato l'ennesimo pugno in faccia, meno doloroso di allora, ma comunque poco sopportabile. Ho chiuso definitivamente. Ho DIMENTICATO la sua presenza, imparando a fare a meno della sua compagnia e dei suoi consigli. Sono stata capace di dire BASTA quando anni addietro non lo ero stata. Sono stata capace di allontanarlo definitivamente e finalmente mi sono sentita LIBERA da stupide aspettative responsabili solo di divorarmi ogni singolo respiro. LIBERA da quell'amore dannato e destinato a restare inghiottito dentro se stesso.
E tutt'ora sono orgogliosa di me per il passo compiuto.
Come lo sono delle altre scelte prese a proposito di rapporti interrotti. Non ho più voglia di pretendere chissà cosa dall'amore. Anzi non pretendo più niente. Non gli chiedo più nulla perchè non mi ha dato altro che sofferenza e problemi. Posso vivere senza? Ci sto facendo l'abitudine e quando l'abitudine diverrà quotidiana routine come alzarsi la mattina e lavarsi i denti, allora potrò dire di essere parzialmente in pace con il mondo. Forse.
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