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Internet

Si vive questo mezzo virtuale in molte maniere. Come modo di "rimorchiare" sesso artificiale (pratica ahimè tanto diffusa nelle chat da portarmi a non frequentarle più). Per divertirsi creando una comunità di amici. Per raccontarsi. E in tutto questo possiamo scegliere se essere noi stessi oppure teatranti alla ricerca di un mondo diverso da quello in cui si è immersi quotidianamente. Libero arbitrio significa libertà di scelta. E la libertà di scelta può condurci davanti ad uno schermo ad indossare una maschera o a lasciar cadere ogni velo. Io sono sempre stata io, come qui. Nel bene e nel male. Naturalmente con le accortezze del caso. Le cose che racconto, le sensazioni espresse, la rabbia, il dolore, sono reali e mi appartengono. Tra queste pagine virtuali narro Elys e la sua vita interiore ed esteriore. I viaggi di un'anima, potrebbero quasi chiamarsi. Mi costerebbe troppa fatica inventarmi un personaggio e portarlo avanti.
Sono come mi leggete. Internet con i pregi e i difetti non mi ha mai portata a "sdoppiarmi" considerando quello che appare sul pc qualcosa di diverso da me. E ci sono stati casi, pochissimi è vero, in cui ho avuto il piacere di stringere rapporti belli. Mi ricordo una volta, un'estate di quattro anni fa, quando "sbarcai" casualmente in una chat calabrese. Venni praticamente "adottata" dall'intera comunità e per più di un anno ci siamo tenuti compagnia nelle fredde sere invernali. Con due di queste persone ci sentiamo tutt'ora telefonicamente e con una ci siamo incontrati. Gli sono tanto affezionata! Con l'altra sebbene non ci sia ancora riuscita, si è sempre dimostrata disponibile, generosa, divertente. Uno pseudo fratello maggiore che si informa sull'andamento dei miei studi universitari e mi tira le orecchie, essendo molto religioso, se non vado a messa.
E in un passato ancora più remoto un ragazzo mi inviò, a mia insaputa, un mazzo di rose bianche il giorno del mio compleanno. Non sapeva neanche che faccia avessi, ma lo fece. Un ricordo che mi resterà per sempre nel cuore. Un ricordo che ogni tanto mi fa illudere e fa risorgere la speranza di poter tornare a fidarmi della gente. Uomini compresi.
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