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Bah

Sono stanca. Sono arrabbiata e sono soprattutto esasperata. E stavolta non è perchè sono depressa, triste e roba simile. Il mio stress psico fisico deriva dalla mia famiglia. Giuro che quando ci penso reputo tutto questo allucinante. Io dico, va bene avere idee contrarie e non appoggiare ogni scelta fatta, ma venire costantemente contro solo perchè si ha la convinzione di avere di fronte un imbecille che non sa che cosa diavolo fare della sua vita non è giusto. Primo perchè non è così, maledizione. Secondo perchè da che mondo è mondo si dovrebbe tentare, almeno tentare, di comprendere. Ascoltare. Valutare se è il caso o meno di dare una mano. E invece niente. Mi ritrovo sempre a risolvermi tutti i dannati problemi da sola. Piccoli o grandi che siano non gliene frega niente a nessuno qui dentro di porgere una mano. Ogni cosa è sempre dovuta. Poi nel momento in cui mi serve un aiuto o si forma il vuoto o quanto chiedo è reputato inutile e superfluo. Un esempio. Quando ho voluto iscrivermi all'università ho dovuto imbracciare idealmente i "fucili" per riuscire a studiare in quanto mio padre avrebbe preferito me ne andassi a lavorare pur di risparmiare i soldi delle rate. Nel corso di questi anni non c'è stata una sacrosanta volta in cui lui o mia madre abbiano chiesto come andava o non andava, che esame stavo preparando, se avevo difficoltà. Mai. L'unica domanda ricorrente era: "Quanto ti manca per finire?". Soltanto ultimamente mamma ha mostrato un interesse lieve, degnandosi per lo meno di domandare cosa stavo studiando.
Una tale situazione potrebbe essere reputata quasi normale se non si avesse la sensazione di essere invisibili. Sensazione che ho costantemente. Quotidianamente. Da poco mio fratello ha deciso di iscriversi a Legge. Perfetto. Sono contenta, avere una laurea è importante di questi tempi. Per lui sono suonate le fanfare dei miei. Immediatamente è nato l'interesse per la questione. Addirittura ci mancava poco che lo iscrivessero loro ai corsi! Ed è così in qualsiasi cosa faccia.
Se io lavoro non chiedo mai nulla perchè mi piace essere indipendente e non mi va di stare lì a farmi dare i soldi. Nonostante questo quando sono obbligata a rivolgermi a loro ci sono lamentele a non finire da parte di papà. Ma la stessa legge non vale per l'altro figlio. Si applica solo con me.
Oggi, tanto per non smentirsi, è sorto un problema con il sito. Devo avere il programma originale per metterlo on line. Vado da lui per avere un consiglio e l'unica cosa che sa rispondermi è: "compratelo se ti serve", aggiungendo con la solita aria di sufficienza " ti serve per mettere su internet una cosa che vuoi fare tu...", come per dire le solite idiozie. Naturale.
Sa della difficoltà che ho a racimolare i soldi per depositare il libro alla SIAE e spedirlo alle case editrici ma non gli passa neanche per l'anticamera del cervello di venirmi incontro. Figuriamoci. Tanto è solo una perdita di tempo dal suo punto di vista. Fallita sei, fallita rimani in sostanza. Peccato che io non mi senta tale. Peccato che realizzerò le mie aspettative ad ogni costo. Non sono di certo una disposta ad arrendersi. Fortuna ho gli amici a cui potermi rivolgere. E tanto per concludere giorni fa ha avuto il coraggio di dirmi: "Sbrigati a laurearti che le rate universitarie sono care!". In altri termini: "Devo pagare gli studi a tuo fratello, per cui muoviti". Ovvio. Non sono mica io quella che si ammazza sui libri nove - dieci ore al giorno, sobbarcandosi eventuali lavori e la gestione della casa quando mamma lavora!
Perdonate lo sfogo e una maniera di scrivere "spiccia" ma avevo necessità di sfogarmi. Per lo meno ora sto un pò meglio.
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