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La cara vecchia carta

Amo la vecchia maniera di scrivere sulla carta. Tenere una corrispondenza nel più tradizionale dei modi, ovvero attraverso lettere bagnate dall'inchiostro di una comune penna a biro, segnare l'indirizzo sulla busta, uscire di casa per spedire il tutto, acquistando un francobollo, regala sensazioni impagabili. L'ansia dell'attesa. Il piacere di aprire la risposta ricevuta. Vedere la calligrafia dell'altro, incerta e tremante per l'emozione, è un pezzo di antichità che dovrebbe essere riscoperto. Oggi giorno siamo troppo presi dall'avvalerci del mezzo informatico per comunicare. Da quelle email così "fredde" perchè non riescono ad oltrepassare la dimensione virtuale. Perchè lì sopra, sullo schermo di un pc, non possiamo trasferire la nostra "mano". E devo dire che ogni tanto, questo, mi manca un pò. Da bambina, fino ai primi anni dell'adolescenza, ero solita intraprendere amicizie di penna, persino con i paesi più lontani. C'erano percezioni diverse di quei rapporti. Ogni cosa era intrisa di magia. Se penso all'idea circolante di sostituire il libro cartaceo con gli ebook rabbrividisco e storcio il naso. Come si può preferire di fruire un'opera in formato elettronico, senza toccarla, senza sentire quell'odore tipico di pagine sfogliate?
Difendiamo il passato per favore. Non può che farci bene.

Immagine tratta da www.aurorablu.it
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