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Il valore del singolo respiro

Cosa spinge l'essere umano a decidere deliberatamente di rinunciare alla propria vita? Può la disperazione offuscare a tal punto la ragione da condurla a compiere un atto estremo? Il mondo ci insegna che può. Il mondo ci insegna che fin troppe persone, soffocate dal "male di vivere", scelgono la morte. Parola brutta. Parola spaventosa. Parola difficile da far rientrare nella comune accettazione di un ciclo esistenziale destinato a chiudersi. Parola che personalmente ancora non ho "assimilato" nè tantomeno "digerito". Una delle questioni in sospeso, responsabili di causarmi conati d'ansia se la mente si ostina a focalizzarsi su di essa. Probabilmente è questo a rendere inaccettabile il suicidio. Questo e la convinzione di vederlo come una resa di fronte ad un dono così grande fattoci da Dio e dall'amore parentale. D'altronde è chi resta a soffrire, non chi se ne va. E' chi resta a dover fare i conti con il vuoto dell'assenza ponendosi mille domande sul perchè si è stati abbandonati prematuramente, senza giustificazione logica da porre a discolpa del gesto.
Aiutiamo coloro che l'hanno perso a riscoprire il valore del "singolo respiro".


Foto di [auro]
(Licenza Creative Commons)
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