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Siamo noi


La domenica è un giorno un po' sonnacchioso. T'alzi al mattino che il sole fa già incetta di nuvole da parecchie ore. Le strade tacciono disturbate di rado dal rombo dei motori delle automobili o di qualche moto d'epoca condotta fuori dal proprio loculo da avvenenti piloti tirati a lucido per la grande occasione. D'altronde non capita spesso d'inverno di ricevere in regalo uno spicchio di temperature vagamente tiepide e vagamente vivibili sotto un cielo tappezzato d'azzurro. Persino lo starsene sdraiati nel letto, a indugiare nel piumone, pare un delitto contro questo mondo festivo, sorto dai resti di un sabato sera seppellito tra urla di ragazzini amanti d'inutili notturni e famiglie destinate a sopportare il caos della cornetteria aperta proprio sotto casa propria.
Essere svegliata da un raggio di luce, miracolosamente sfuggito alla trappola della serranda abbassata, mi obbliga a socchiudere gli occhi poco avvezzi a quel calore improvviso, a stiracchiarmi e a trascinarmi flemmatica nel salone, assaporando tra le labbra il gusto di sogni ancora appesi sulle spalle. Non vogliono andare nel ripostiglio della memoria, svanendo ammutoliti per poi far nuovamente capolino nelle ore tarde d'un crepuscolo oscuro. Così me ne resto qualche attimo ad ascoltare la voce morbida di Alicia Keys alla televisione, conservando quanto immaginato nel delirio del sonno e domandandomi se effettivamente ho avuto ragione a credere che le amicizie si evolvono mutando aspetto e forma. Assumendo contorni stonati rispetto a quelli precedentemente fissati. E' una consapevolezza nuova questa. Nata da qualche tempo e confermata dalle ore. Ché mica si può pretendere la luna da chi non ha più voglia di stare ad ascoltarti. Ché mica ti puoi mettere ad assillare la gente per ottenere improbabili rapporti condannati di sicuro ad alimentarsi d'insopportabili ipocrisie.
Ho scoperto gente diversa con cui ho legato e gente conosciuta con cui ho intrecciato maggiormente la mia vita. Ed è strano pensare a rovesci simili della medaglia. E' strano ritrovarsi ad accettare, senza dispiacere, il cambiamento altrui e proprio. Forse siamo esattamente come fiumi che scorrono oltre la coltre di strade asfaltate. Agitati dal vento. Mescolati alla sabbia. E poi ricomposti nell'originario splendore dall'unione con sconosciuti affluenti. Si formano baie. Si formano villaggi. Con promesse da stringere e aspettative da trovare. Albe pastellate d'arancio inondano i volti di un siamo noi appena sorto.

Foto di FetishaRox
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