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Sogni tra le dita


Oggi le nuvole hanno mangiato il sole. Non c'è neanche un brandello di luce sparso qua e là in mezzo alla mia casa. Sembra appena scesa la sera. Eppure l'alba è nata da un pezzo. Il vento soffia emergendo da abissi d'incomprese nostalgie e se m'affaccio alla finestra, puntando il naso verso il basso, come negli strapiombi delle favole, vedo le decorazioni natalizie ondeggiare rapide da una parte all'altra. Desideri irrealizzati appiccicati sopra fili di nylon.

Ricordo un tempo in cui c'era una vecchia amica in grado di dipingere sensazioni solo con una matita in mano ed un foglio sotto la punta grigia. Con gli occhi sempre altrove tratteggiava volti di giovani innamorati. Ma lei quel dono l'osteggiava e combatteva. Ogni giorno scendeva in un'arena nel tentativo di distruggere un sogno che a detta sua, non le apparteneva fino in fondo. Che il giorno del concepimento fosse stato fatto un errore nell'assegnazione delle sue intrinseche capacità?

Io a differenza sua non ho mai avuto dubbi sul talento posseduto. L'ho ripetutamente stretto in mano, osservato attentamente e chiesto in quale punto del mondo sarei dovuta arrivare per distinguerlo, senza timore, tra milioni di altri obblighi imprenscindibili. Lui la risposta ultima, quella chiara, inattaccabile, se l'è tenuta ben stretta perchè la scelta d'abbracciarlo non può derivare da stancanti "io devo". Ma allora come l'allontano la paura di vederlo sciogliersi tra le dita incapace di trattenerlo? Come continuo ad aver fiducia in queste parole, pezzo di pelle mia, sangue del sangue, miscelate a pensieri di deliri notturni? Miscelate alla canzone dell'ora che verrà. L'ora del riscatto. Del riconoscimento di non aver buttato via questi anni di ricerca di noi.
Le mura bianche, immobili qua davanti, con appese le fotografie del mio passato di bambina, hanno assorbito quanto esiste, è esistito ed esisterà di me.
E paiono realmente discorrere se tendi le orecchie, ignorando i sibili della brezza gelida, mentre i rumori delle auto si attutiscono, urtando contro la barriera di vetri e serrande. S'insinua piano l'inno del risveglio. Mattino inoltrato.

Foto di DaryaGaydash
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