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Stonata


Delusione. Frustrazione. Tristezza. Avvilimento. Questo è lo stato d’animo scordato che cantano le note del mio cuore. Ormai mi ripeto da quasi un anno che se il mio talento è tastabile, reale, concreto, prima o poi qualcuno leggerà Luis e se ne innamorerà. Comprenderà a pieno quanto ho voluto bene a quei personaggi. Quanta passione ho messo nel creare una storia in grado di tenere incollato il lettore dall’inizio alla fine, senza dargli respiro. Senza consentirgli di pensare “questo capitolo è una noia”. Era la mia sinfonia. La personale orchestra eretta su colonne di sogni. Era. Appunto. Ora non lo so più. Ora lo so sempre meno. E non è una mera questione di rifiuto. Piuttosto di sfortuna. Chiedo sempre, prima d’inviare, se vengono accettati inediti da sottoporre alla valutazione per evitare di far perdere tempo all’editore e a me. Spreco ore a leggere i profili delle società, i cataloghi, gli autori al loro interno, la distribuzione, per compiere scelte oculate. Eppure incappo con regolarità quasi nauseante in immensi buchi nell’acqua. Silenzi senza poesia. Frasi asettiche in cui si avverte che nuovi testi non saranno più presi in considerazione. Allora mi domando se il mio libro non sia nato sotto una cattiva stella. Mi chiedo se anche il secondo (se mai lo terminerò) è condannato in partenza a fare la stessa fine. Lo stesso percorso da Don Chisciotte. A diventare l’ennesima mescolanza di parole inascoltate.
Non so. Oggi mentre cercavo rifugio nell’opacità del sole, mi sono detta, maldestramente eccessiva per il mio modo di essere: forse è il caso di lasciare perdere se non ho almeno una notizia positiva. E mentre lo pensavo mi sono sentita strangolare da un groviglio d'illusioni stanche. Lucciole aggrappate al desiderio di non lasciarsi vincere dalla persecuzione del progresso. Non c’è quiete intorno a me. Nonostante la brami. S’odono i clacson delle auto tormentare le finestre. S’odono le immense gru rifugiarsi nelle profondità della notte. S’ode la preghiera dell’uomo di non essere schiacciato nell’impotenza del dubbio. Ricordi chi sei? Sì. Devo preservare nella testa nome, speranze, aspettative, forza. Perché è tutto molto complicato. Gli ostacoli s’originano da deserti d’inconclusi futuri. Le tenebre stringono. Le devo combattere. Ma non so fino a quando avrò la costanza di non accettare la resa.

Foto di en-aveugle
http://en-aveugle.deviantart.com/
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