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Mark Twain

Oggi vi regalo lo stralcio dell'altro amico di "Luis", Mark Twain (a chi mi volesse far notare che è il nome di un noto scrittore lo so...), il penultimo di questo piccolo viaggio alla scoperta dei personaggi del libro. Mark è in assoluto quello che più di tutti mi ha rapita, coinvolta, colpita, lacerata. Insomma è un pezzo di cuore. Un nota: Mago di Oz è il soprannome attribuito al bambino da Luis Fernandez (ovvio l'omaggio letterario a cui faccio riferimento).

(...) «Ti rendi conto di quello che hai fatto?»
La voce altera della direttrice Salinger riecheggiò nel piccolo ufficio dell’orfanotrofio Saint Joseph, lacerando i pochi attimi di silenzio che erano seguiti all’arrivo di Mark Twain. Il misfatto di cui si era macchiato, quell’imperdonabile pestaggio, le era arrivato alle orecchie soltanto a pomeriggio inoltrato, quando, rispondendo al telefono, era stata investita dalle accuse di George Davis sulla presunta incapacità di tenere a bada quella combriccola di teppistelli.
In tutti i suoi gloriosi venticinque anni di direzione dell’istituto non si era mai trovata in una situazione così sgradevole. Aveva sempre svolto il proprio dovere con la massima accortezza e da quel tanto che ricordava la metà dei ragazzi provenienti da lì, era riuscita ad emergere nella società. Certo, non tutti potevano dirsi completamente felici o appagati, alcuni dovevano lottare quotidianamente tra pannolini, tasse da pagare ed uno stipendio perennemente insufficiente, ma almeno non erano detenuti o ex detenuti e con orgoglio, poteva vantarsi di essere stata una buona insegnante ed una discreta sostituta di genitori ingrati. Solamente con Mark aveva conosciuto l’amaro sapore della sconfitta. Solamente con Mark si era spesso ritrovata a chiedersi dove avesse sbagliato, alla stregua di una madre disperata perché non sa come impedire al figlio di perdersi. Aveva tentato in tutti i modi di farlo sentire a casa, di offrirgli, per quanto possibile, l’affetto del quale poteva necessitare un bambino della sua età. Ma i discorsi fatti, le parole scambiate davanti ad una tazza di latte caldo, duravano il tempo di un sospiro o di un alito di brezza invernale. Aggrappati all’estremità del grosso maglione del Mago di Oz, tentavano di farsi strada nella profondità del suo animo tormentato, sgomitavano contro la rabbia e alla fine soccombevano di fronte alla ferocia dei colpi subiti.
Nessuno sapeva esattamente cosa passasse nella testa del ragazzino. Persino Luis e James erano rimasti interdetti dalle reazioni o dalle non reazioni del compagno di giochi, ma essendo loro stessi semplici coetanei, avevano lasciato correre, imputando il tutto ad una pura questione caratteriale. Dopotutto, immaginare che Twain vivesse all’inferno, non rientrava nelle loro possibilità.
«Io non so proprio cosa diavolo hai in quel cervello! Picchiare Simon in quel modo è da animali! E senza alcuna ragione poi!»
La donna, esasperata e furente, muoveva le mani con cenni nervosi, quasi a voler mimare quanto stesse dicendo per enfatizzare più chiaramente lo sdegno provato.
Il Mago se ne stava seduto sulla seggiola di legno in silenzio. Le spalle leggermente ricurve in avanti, lo sguardo puntato a terra, denotavano il completo rifiuto di offrire al mondo una parvenza di spiegazione al gesto compiuto. L’unica cosa che si udì uscire dalla sua bocca fu un colpo di tosse.
Ginevra lo osservò qualche minuto in attesa e quando fu chiaro che la situazione era destinata a rimanere così, perse definitivamente la pazienza. Senza aggiungere altri rimproveri o prediche, si avvicinò a lui e afferrandolo per un braccio lo costrinse ad alzarsi.
«Vediamo se una notte passata nel ripostiglio ti farà rinsavire!»
Oz continuò a tacere. Nemmeno l’inevitabile possibilità di passare la nottata chiuso in una minuscola stanza senza luce né bagno, lo fece smuovere. E quando la direttrice lo spinse nell’alloggio improvvisato, alla visione della porta che gli si chiudeva di fronte si sentì sollevato (...).



N.B.
Luis è un libro depositato alla SIAE. Quindi ne è SEVERAMENTE VIETATA qualsiasi tipo di riproduzione totale o parziale.

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