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Il lottatore stanco


Il lottatore stanco
s’è lasciato
andare.

Alle volte diventa complicato svegliarsi la mattina, ascoltare il tempo e osservare il presente. Sembra quasi di essere guerrieri, con indosso la bella divisa inamidata da anni di fatiche, impettiti e poco pronti a scendere in campo.

Mendicante
di vita
assorta
nelle brumose
nostalgie
di chi lo ricorda.

Oggi è una giornata che non riesco a definire né in gesti né in parole. È un lunedì pieno di pensieri. Di ricordi che si confondono gli uni sugli altri. Di ansie e di paure. Vago in confini dispersi alla ricerca di risposte, pur sapendo che certe domande non ne possono avere per esatto scorrere della natura. Perché è così che deve essere e non ci si può far nulla.
Neanche il sole sembra voler regalare conforto alle anime di viandanti accoccolati sotto qualche acacia, in attesa di un soldo di fortuna perso sulla strada da automobili in corsa. L’aria è statica, inglobata in un vento caldo, quasi un fohn proveniente da lontane catene montuose e l’odore dell’estate, di quell’estate ancora intrappolata nel proprio bozzolo, ammicca ridendo a noi tutti. Spettatori di cosa ancora non si sa.

Mani
trascolorano
nel presente
di un volto
spento
nelle tenebre
del destino.

Avverto la nostalgia, osservo visi del passato salutare e svanire. Mi chiedo chi sarò e soprattutto SE sarò MAI in grado di metabolizzare le difficoltà della vita, gli ostacoli senza sentirmi indifesa come una ragazzina appena arrivata nel mondo.
Sono strana oggi e incautamente malinconica.

Foto di herbstkind
Licenza Creative Commons

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