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Notte colorata di bianco


Ho sognato un abito da sposa stanotte. Ho sognato un matrimonio. Il tepore caldo dell’estate carezzare le tende di finestre aperte, mentre capelli biondo cenere vengono raccolti in una coda morbida dalle esperte mani di una donna. Mani sconosciute. Intorno il silenzio. Silenzio e aliti di brezza giocare tra pareti bianche, tappezzate da quadri impressionisti. Girasoli. Prati puntellati d’arancio intrappolati su tele ancora bagnate di colore. Non so quale luogo fosse. Non so neanche chi m’avrebbe aspettata in chiesa per pronunciare il sì, lo voglio. Promessa di sentimento eterno. Promessa di essere corpo, anima e sangue fusi nell’unica consapevolezza realmente importante per l’uomo: non camminare più da solo nel resto dei giorni della sua vita.
Fuori lo strenuo frinire delle cicale rompe la quiete dell’attesa mentre ombre amiche s’avventurano per il corridoio dell’appartamento, freneticamente immerse nell’ansia di vedere. Fatti guardare quanto sei bella. Ti ho portato la cosa vecchia, era del nonno. Hai indossato qualcosa di blu? Domande. Parole. Sorrisi. Un nome. Il mio. Sono proprio io questa? Me lo chiedo quasi incredula, ché mi sembra davvero tanto tanto strano indossare quel vestito. Avere qualcuno pronto a condividere un’esistenza. Milioni di minuti. Centinaia di secondi. Senza conoscere sul volto l’ombra del dubbio.
Sto lì, di fronte allo specchio, osservando taciturna la figura riflessa su quel pezzo di vetro. Sono calma in apparenza. Ma SO che dentro STO MORENDO D’EMOZIONE. Una stupenda emozione. Sensazioni talmente contrastanti da non rendermi neanche conto dell’arrivo dei miei. Respira. Respira. Sono sempre ansiosa, non mi smentisco mai. Ma forse è giusto sia così. Gli anni non cancellano paure e personalità. Semmai rafforzano. Non attutiscono.
C’è molta voglia di assistere alla cerimonia. Piangerò? Socchiudo un po’ gli occhi, voltandomi in direzione della città, grande gigante assopito nel sonno tipico dei giorni di festa. Le auto sembrano scomparse, inghiottite dall’afa, mentre sporadici passanti cercano riparo dal sole sotto le tende di caffetterie aperte. Rifugio o refrigerio di sogni dispersi.
Che tempo è quello? Chi è la persona disposta a compiere il passo con me?
Il risveglio ha il sapore di miele. Dolcezza amara d’amori lontani.

Foto di mollim000
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