My Blog

Il mio mare


Oggi non mi ero alzata di buon umore. Appena messi i piedi giù dal letto, aperto la porta della camera, socchiuso gli occhi per l’eccesso di sole piombato sul viso, avrei voluto incendiare il mondo. Poi non so. Ho visto quella luce tersa. Quel cielo azzurro da sembrare il prolungamento accidentato del mare. E l’aria intrisa dell’odore dell’estate. Di quel profumo riconoscibilissimo anche in mezzo allo smog cittadino, fatto di gelati, sabbia, salsedine, ragazzini in attesa alla fermata del bus con il cappellino in testa e la crema solare sul naso. Chioschi all’aperto. Granite alla menta. Tutto questo ha modificato lo stato d'animo, virandolo verso la voglia d’essere positiva. Di gettare nel secchio le mille paranoie esistenziali. Le centinaia di ansie. I miliardi di stress emotivi. È il fine settimana, non va bene rovinarlo con la malinconia o la tristezza.
Adesso, seduta davanti al pc, con la solita finestra affacciata sull’orizzonte, mi viene in mente una cosa. Io abito in una località marina. Eppure il sapore del Mediterraneo non arriva qui. Non è come essere sulla litoranea, dove ad ogni passo vedi dune, vegetazione marina e quella cadenza tipica dell’oceano. Il moto lento, regolare, sposato al respiro della terra e capace, se fai attenzione, di accompagnare il riposo di ogni uomo stanco con il suo fruscio.
Da bambina sedevo sul bagnasciuga, per raccogliere conchiglie. Se me ne capitava una particolarmente grande, la premevo sull’orecchio e cercavo di sentire il richiamo delle onde. Quelli sono i figli delle acque. Ecco perché anche a casa, anche a distanza di chilometri, puoi percepirne il rumore. Sono vecchie leggende queste. Narrate da anziani pescatori, in sosta sulle banchine del porto in attesa del prossimo viaggio. In attesa di sfidare la furia degli elementi o la calma della solitudine. Mamma ci credeva alle loro storie. Come i nonni. D’altronde le tradizioni vanno custodite dentro l’anima per cederle ai discendenti, al momento opportuno. È così che si crea il nostro passato. Un passato che trasportato dalla marea, si perde a narrare se stesso ai viandanti, suoi sporadici visitatori.

Foto di nilemaster
Posta un commento

Deserti di cioccolato Designed by Templateism | MyBloggerLab Copyright © 2014

Powered by Blogger.