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Dopo che...


Dopo l’assenza di una settimana, sono tornata a scrivere su questo blog. Gli impegni universitari diventano sempre più pressanti con l’approssimarsi della laurea (mi suona ancora strano dire: approssimarsi della laurea) e l’ultimo esame che ho sostenuto ieri è stato complesso. Complesso ma bellissimo. Mi ha dato finalmente la possibilità di conoscere meglio il Novecento italiano, dopo che per anni mi sono ritrovata a studiare le origini della letteratura fino al Cinquecento. Ho scoperto, in questi mesi, autori che mi hanno coinvolta emotivamente e dei quali voglio leggere l’opera intera. Serra è uno di questi. Ha un modo di scrivere, un approccio alla pagina, poetico e intenso. Le sue parole scivolano sulla carta nella promessa di un pensiero. E poi tutti, nessuno escluso, nel periodo più buio della storia mondiale, hanno intriso le pagine di disperante impotenza. Del non sapere dove andarla a cercare la ragione di tutto quel male. Il loro senso del dolore era radicato in ogni intima fibra del loro essere. La società di allora, era diversa. Diversa rispetto alla nostra votata al profitto e al guadagno. A rendere tutto prodotto. Eppure gli artisti esistono ancora. Eppure c’è ancora chi sa scrivere pagine di alta liricità.
La giornata è stata intensa. L’adrenalina mi circola nel corpo poco incline ad andarsene. Ci vorrà un po’ di pazienza prima di liberarmene e tornare ad un ritmo di vita meno frenetico. Ma d’altronde mi sembra incredibile aver preso trenta e lode! Ho già avuto dei voti alti, ma la lode mai! E per me è motivo di orgoglio, perché sentirsi dire “se lo merita, è stata veramente bravissima”, parlare di autori che mi sono entrati dentro, è una sensazione impagabile. Spero di poter provare ancora belle emozioni come queste.
Ora riprenderò a scrivere “Memorie di noi” e altre cosine, come un racconto a quattro mani con Dario. Esperienza interessante e divertente. Si può imparare molto dagli altri.
Il mio regalo per questo passaggio a meno cinque dall’alba è: "Confesso che ho vissuto". Il libro di memorie di Pablo Neruda. Uno dei poeti che amo di più con Ungaretti. Vi dirò com’è, appena terminato di leggerlo.
Vi lascio con un passaggio tratto da “Esame di coscienza di un letterato” di Renato Serra.

“Una voce dal carro, che rasentavo passando; voce d’uomo supino, fra il sobbalzare e il cigolare del carico di barbabietole o di carbone, che va sotto il sole e arriverà a notte alta; e un richiamo lento di là dal canale, fra i solchi biancastri e calcinati su cui dorme il riflesso del cielo e del mare, carico di un azzurro così ricco, che anche la freschezza del suo soffio ha un peso sul viso. Sentivo la voce, strana, fra il silenzio e il fremere uguale delle gomme. “

Foto di fadilfb
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