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Raccordi

Il caldo è tornato a farsi sentire. Fin dal mattino l’aria è solo vagamente frizzante. E non appena si va avanti con le ore diventa difficile sopportarlo. La mia stanza somiglia a una fornace. A star seduti davanti al PC alle quattro del pomeriggio, vinci una sauna gratuita. Ma pazienza, non è che abbia molta scelta, a parte quella di arruolare il portatile.
Non faccio vacanze fuori porta quest’anno. Non mi è possibile per parecchi motivi e così cerco almeno di andare avanti con “Memorie di noi”. Ieri ho terminato di scrivere il sedicesimo capitolo. La vicenda si dipana. Si compone. I pezzi del puzzle s’incastrano ma credo sarò costretta ad abolire alcune parti per evitare di far concorrenza ai Promessi Sposi (intendo come lunghezza ovviamente!). Sto anche revisionando “Luis”, rapidamente però, non lo vorrei imparare a memoria!
Il resto? Il resto è tutto un riflettere. Un valutare. Un vedere dove mi porterà la strada scelta. Tra un po’ è quasi meglio quando studio super concentrata. Mi salva da eccessive elucubrazioni mentali. Ieri mentre m’immergevo nei ricordi di Neruda (vita difficile la sua) mi chiedevo: e se anche con il secondo libro non mi ascolta nessuno? Che faccio? Mi spaventa questa possibilità. E non perché veicola l’eventuale abbandono della scrittura in sé. Sarebbe piuttosto una rinuncia alla concretizzazione del sogno. Sarebbe continuare a creare consapevole che nel quotidiano farò qualcosa di completamente diverso.
Ma se focalizzo l’attenzione sulle biografie di certi autori, mi consolo. Molti di loro hanno faticato ad emergere e alla fine ce l’hanno fatta. Alla fine è stato riconosciuto il loro talento.
Spero tocchi anche a me prima o poi.
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Se volete leggere i primi capitoli di Luis vi rimando a:

Foto di Confusedvision
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