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Volantino docet

La dedizione al lavoro mia e di Spratz è davvero ammirevole. Noi due siamo un tandem perfetto. I nostri volantini (nostri tanto per dire, in realtà quelli dell’impresa per cui lavoriamo) stanno arrivando ovunque. Non c’è posto in città che resti “illibato” e siamo anche sprezzanti del pericolo. Sì. Sì. Assolutamente sprezzanti. L’altro giorno, giovedì pomeriggio se non sbaglio, eravamo a marcare una parte del centro, quando cammina cammina abbiamo adocchiato l’entrata di una specie di parcheggio all’interno di un palazzo. Tempo due minuti eravamo là a distribuire sulle auto le pubblicità. Fin qui nulla di strano. I problemi sono iniziati nel momento in cui ci siamo trovate di fronte a una macchina tutta sporca, immersa in una fanghiglia nauseante e mezza scassata. Potevamo noi rinunciare a “firmarla”? Ovviamente no, perché si sa che ogni lasciata è persa. Temerarie abbiamo allungato il braccino per sollevare il tergicristallo e una volta mollata la carta colorata siamo state circondate da una dozzina d’api inferocite. Io essendo un tantino fobica (giusto un tantino) già mi vedevo punta e con shock anafilattico in corso. Impaurite abbiamo abbandonato il luogo, ma in punta di piedi perchè la via era interamente ricoperta da una paccottiglia nera.
Ieri invece volantinando per il centro commerciale, Spratz ha rischiato di cappottarsi lunga distesa nel tentativo d’agguantare la maniglia di un portone prima che chiudesse. In realtà la colpa è anche mia perché per evitare di citofonare (non sempre aprono, là dove non c’è la cassetta per la pubblicità) vedendo una famigliola felice entrare nell’edificio, ho detto: “Vai! Vai!”, rendendomi conto solo dopo di un dettaglio. La vetrata aveva tutte strisce blu e l’interno somigliava all’androne di una banca. Come mio solito non sono riuscita a fermarla perché ridevo e la coraggiosa Sprazzina ha corso verso la porta, messo le cinque dita sul vetro, il piede sulla soglia e sorriso felice dell’impresa. Tadam! Una ragazzina assistendo allucinata alla scena, l’ha guardata perplessa affermando: “Guardi che è sempre aperto, qui”.
Elys e Spratz. Due nomi, una sicurezza.

Foto di IDDHA
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