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Memorie di noi è terminato.


Ieri ho concluso Memorie di noi. Ho iniziato a scriverlo circa un anno fa, quasi “controvoglia” all’inizio perché il rifiuto, che tuttora permane, di Luis da parte degli editori mi aveva scoraggiata e i due anni passati a realizzare il primo libro mi avevano decisamente stancata. A questo si andava ad aggiungere una sorta di dispiacere dal dovermi “separare” da Luis, Mark, James e da quello che era il loro mondo. Mi sentivo “orfana” di loro (immagino mi prenderete per pazza…ma va beh) e faticavo a introdurmi in una storia diversa e molto più complessa a livello di trama della precedente. Avevo molti dubbi perché non sapevo neanche se sarei riuscita a sviluppare una vicenda con molteplici punti di vista e personaggi complessi e il timore di sprecare altri giorni dietro qualcosa che sarebbe rimasto per l’ennesima volta dentro il mio cassetto, mi toglieva ogni forza di volontà.
La redazione di un’opera per me è snervante. Difficile. Sofferta. Ogni volta devo vestire i panni di chi racconto, fare mio il suo dolore, sentirlo dentro, nel profondo e scavare nell’anima per far emergere le mie ansie e paure e trasportarle sulla carta.
Memorie di noi mi è costato molto in questo senso. Ci sono parti in cui mi sono sentita davvero male. Parti dove il dispiacere e a volte la rabbia di quanto nasceva, mi privava di ogni energia. È un viaggio alla conoscenza della dolenza più nera, questo romanzo. È un’immersione negli abissi dell’anima umana e ogni pagina è intrisa (per lo meno dal mio punto di vista) d’amarezza e malinconia. La malinconia di chi resta aggrappato al passato, incapace di voltare pagina. Incapace di andare avanti. Sono personaggi zoppi i miei.
Ho diviso la storia in tre sezioni. Le prime due s’incentrano rispettivamente su tre protagonisti e l’ultima sull’intera famiglia. Sì, perché tra le altre cose, questo è un dramma famigliare.
Doverosi sono i ringraziamenti per tutti quelli che mi hanno aiutato volentieri e con preziosa disponibilità. Senza di loro non sarei riuscita a terminare il libro. Quindi GRAZIE a Mauro, carabiniere, amico di mio zio, per i suoi consigli, a Melarosa per aver avuto la pazienza di spiegarmi alcuni aspetti prettamente medici, a Spratz per avermi aiutata in certi passaggi del plot narrativo, a Mario un imprenditore in gamba senza il quale sarei stata veramente persa! E ancora GRAZIE a Bruno, Franco, Spratz, Silvia per essersi resi disponibili a leggere e correggere con la classica penna rossa i vari capitoli. Sono i miei editor preferiti (presto vi mando il finale, tranquilli!). Un ultimo speciale ringraziamento va a Remo Bassini per avermi dato importanti suggerimenti.
Non so se Memorie di noi diventerà un’opera edita. Per il momento voglio essere orgogliosa del mio lavoro.

Foto di Zouvage
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