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Ciao, nonno


Ho avuto questa foto per caso tra le mani e non ho potuto fare a meno di pensare a te. Ai giorni belli quando ero piccolina e tu mi portavi a passeggiare per il mercatino, nel lotto popolare, lungo lo stradone del palazzo Lamaro dove avevi scelto di abitare prima ancora che terminassero di costruirlo. Era la fine degli anni settanta e io non conoscevo nulla del mondo a parte i tuoi occhi, le tue mani rugose e l’inconfondibile rumore della bicicletta sull’asfalto. Dei bicchieri lavati nel lavello del bar. Delle tazze messe sulla grata in attesa che il caffè nero e denso scivolasse al loro interno, con quel suo inconfondibile profumo.
Sono stata la prima a nascere tra tutti i tuoi nipoti e in questo senso la più fortunata perché ho vissuto gli anni magici del chiosco verde, con la clientela stramba, le merendine portate nelle scuole, il magazzino strapieno di vecchi fumetti di Tex Willer (ma li hai mai letti poi?) e la festa della Santa per eccellenza, Maria Goretti. Eri sempre in fibrillazione in quel giorno d’estate. Scendevi una quantità impressionante di sedie dall’appartamento e le disponevi per tutto il perimetro del locale in attesa della notte, pronta ad abbracciare con la bianca luce lunare i presenti e gli assenti della celebrazione di quartiere.
Di cose nella vita se ne imparano moltissime e io da te ne ho assimilate una quantità impressionante. Sono cocciuta e determinata quanto lo eri tu. Sono ombrosa ogni tanto e se perdo la pazienza non ce n’è per nessuno. Ma so essere leale, onesta e sincera. Amo spassionatamente e soffro dannatamente.
Se non ci fossi stato tu ad affiancarmi in parte della crescita non sarei diventata quello che sono ora, ma lo sai molto bene questo. Ti vedo sorridere senza aggiungere parole. Tra noi non c’era mai bisogno di dirne troppe vero?
Potrei pescare dai miei ricordi mille cose di te e di me. E tutte sono ugualmente intense. Importanti. Da non dimenticare mai. Forse è anche per questo che ogni tanto le annoto qui sopra. Per sottrarle alla corrosione del tempo e riviverle attraverso le parole.
Tra qualche giorno il mio libro sarà spedito agli editori. Il primo è stato speciale per delle ragioni, questo lo è perché dentro c’è molto del nostro passato. Del nostro vissuto trapiantato in pagine di pura fantasia.
C’è un significato traslato nel titolo che ho scelto: Memorie di noi. Noi è inteso anche come nostre. Mie e tue nonno. Per sempre.
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