My Blog

Fili di nebbia


In mezzo a una città preda della paura, c’incontrammo. Te lo ricordi? Sul ponte invaso da acque agitate, io me ne stavo in piedi sulla balaustra, immobile ad osservare il destino mescolato alla bianca nebbia invernale. Tu avevi la mitraglietta sotto il braccio. Il casco verde e la divisa consunta, stracciata da giorni di feroci battaglie. Non hai detto niente. Zitto, mi hai osservata per quanto? Un’ora? Mezz’ora? Pochi minuti?
Chi lo sa. Chi lo sa più ormai.
Io sentivo freddo con quei vestiti di cotone, rubati di sfuggita a fili d’acciaio disintegrati dalle granate. Avrei voluto cambiare vita, lo sai? Avrei voluto scappare e sentire che gusto aveva la libertà. Se somigliava davvero ad una granatina alla menta mangiata sotto il sole d’agosto. Perché non me l’hai permesso?
L’odore della polvere da sparo m’incendiava le narici. Gli occhi. Le ossa.
Rattrappita stringevo gli infissi, tentando di ripararmi dal tuo sguardo indagatore. Volevo parlarti. Dirti qualcosa. Supplicarti di risparmiarmi. Cosa te ne facevi di me?
Non avevo niente da offrirti. Il mio passato era stato annullato dal presente. Il futuro era una strada buia, senza luci.
Ti osservai.
Ti osservai immergendo le mie iridi blu dentro alle tue nere.
Non hai esitato neanche in quel momento.
La tua arma ha affondato il proiettile dentro il mio petto. Ed io, in silenzio, ho raggiunto il fiume. In silenzio ho visto quella superficie mobile coprirmi, stringermi il collo, soffocarmi.
Tu dov’eri?
Forse te ne stavi aggrappato al corrimano a chiederti che senso aveva tutto quello.
Un’ombra solo riuscii a scorgere.
Chissà se era la tua.

Foto di rdevill
http://rdevill.deviantart.com/
Posta un commento

Deserti di cioccolato Designed by Templateism | MyBloggerLab Copyright © 2014

Powered by Blogger.