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Twilight

Stephanie Meyer ha incantato milioni di lettori con la saga del vampiro Edward Cullen e dell’umana Bella Swan. Li ha rapiti e trasportati a Forks cittadina dove piove per la maggior parte dell’anno e in cui antiche leggende acquisiscono la concretezza della realtà.
Ho letto Twilight dopo aver visto il film ed è vero quanto si dice in giro: crea dipendenza. Quando l’inizi lo devi portare a termine e non per un semplice “dovere personale” piuttosto perché la lettura ti coinvolge a tal punto da voler arrivare alla fine a tutti i costi. E questo accade nonostante siano evidenti alcune ingenuità dell’autrice inerenti allo svolgimento della trama e alle spiegazioni sugli eventi soprannaturali che accadono. Sarà forse colpa del protagonista maschile, un bel riuscito mix di bellezza, caratteraccio e devozione verso l’amata. Amata alla quale (chiedo perdono a tutti i sostenitori di Bella!) va tutta la mia antipatia. L’ho odiata dopo neanche dieci pagine e ho proseguito ad odiarla in un crescendo vertiginoso. È quasi una sofferenza essere costretti a leggere la storia narrata dal suo maledetto punto di vista, scelta che io non avrei mai fatto perché in una vicenda come questa la terza persona avrebbe reso tutto più interessante, consentendo di mostrare anche quanto pensavano gli altri personaggi e come agivano in assenza della ragazza.
Twilight, comunque, al di là di tutto mi è piaciuto molto. I suoi punti di forza sono i dialoghi ben strutturati e realistici (e questo secondo me è molto importante) e il rapporto tra Isabella ed Edward, la sete di quest’ultimo che all’inizio cerca di evitarla come può….per non ucciderla (sarebbe stato poi tanto sbagliato? U___U) e le uniche, ahimè, due scene d’azione presenti dove il vampiro mostra tutte le sue qualità.
I punti deboli, sono, a parte la prima persona, alcune pagine eccessivamente lente (ad esempio nella parte di Port Angeles la Meyer impiega circa tre pagine prima d’arrivare al dunque ed è decisamente troppo se si pensa che sono tre pagine di inutili elucubrazioni di Bella!), l’assenza di chiarimenti soddisfacenti sui numerosi “perché” in sospeso tra le righe e la pessima idea, a mio parere, d’impedire ai vampiri di stare alla luce del sole per un motivo per nulla drammatico come il classico “si riducono in cenere” (non lo svelo per ovvi motivi!).
Nel complesso è un buon primo libro e la lettura è piacevole. Se siete amanti del fantasy e delle storie d’amore ve ne consiglio l’acquisto!

- Quanti anni hai, Bella?. Sembrava abbattuto, ma non riuscivo a coglierne il motivo. Spense l’auto: eravamo già arrivati a casa di Charlie. La pioggia era talmente fitta che i contorni dell’edificio si vedevano a malapena. Era come se la macchina fosse stata travolta da un fiume.
«Diciassette», risposi un po’ confusa.
«Non li dimostri»
Suonava come un rimprovero. Mi fece ridere.
«Che c’è?», chiese, curioso.
«Mia madre dice sempre che quando sono nata avevo già trentacinque anni e che ormai sono vicina alla mezza età». Mi lasciai andare a una risata, poi a un sospiro. «Be’, qualcuno dovrà pur fare la parte dell’adulto». Per un istante rimasi in silenzio. «Neanche tu hai tanto l’aria di uno studente del terzo anno», suggerii.
Lui fece una smorfia e cambiò discorso. -
(da Twilight, Fazi editore, pag, 97)


La foto è la copertina del libro.
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