My Blog

Di ritorno da Faenza



Faenza: Faenza ha il ritmo lento delle giornate estive. Di quelle dove il tempo si è fermato, cristallizzato in un sole colato a picco sui tetti dei palazzi e scivolato, vanesio, sui sampietrini delle piazze antiche. Lì la fretta sembra essere la compagna stonata di viaggiatori sconosciuti. L’insolito difetto di chi è giunto da lontano e non è in grado di comprendere appieno il valore del camminare piano.

Si respira cultura ed arte ovunque. Sulla piazza principale, lungo la torre del palazzo di giustizia, fa bella mostra di sé un passo di Alberto Oriani. Più avanti, appesa tra le pareti di un edificio seicentesco, una targa segnala il passaggio di Giosuè Carducci, ospite dei conti Pasolini Zanelli.
Non abbiamo incontrato pioggia e per l’intero fine settimana un cielo terso e sereno accompagnato da temperature miti, quasi primaverili, ci ha consentito di visitare la città tranquillamente, apprezzandone i molteplici aspetti tardo medievali.


La premiazione del concorso “Ma adesso io”: la visione del teatro Masini, quello dove si sarebbe tenuta la premiazione, è stata una ventata di vento gelido ai miei sensi. Non mi aspettavo nulla di simile. Non immaginavo assolutamente il risalto dato alla manifestazione dalle autorità della zona. Tra fotografi, giornalisti e telecamere, ero un piccolo pesce fuor d’acqua. Seduta tra il pubblico speravo di essere lasciata in pace, di non dover parlare e sostare sul palco più del necessario. Questa mia tendenza a defilarmi ha fatto quasi “impazzire” l’organizzatrice che non avendomi scorta s’è vista costretta a rintracciarmi sul cellulare, pregandomi di raggiungerla all’entrata per capire chi fossi e soprattutto dove fossi andata a cacciarmi.
Altro elemento colpevole d’avermi mandata in paranoia è stata la scoperta della lettura pubblica dei testi vincitori.
Me ne stavo impalata accanto alla presentatrice (al mio turno) ad ascoltare “Tutto mi stordisce ancora” dalla bocca dell’attrice. Non sapevo dove caspita mettere le braccia e infatti nel video girato dai miei si vedono ciondolare avanti e indietro per un po’.
Al di là del mio “terrore”, comunque, è stato motivo di orgoglio ricevere i complimenti dall’assessore e l’applauso dei presenti. A tutto questo si è aggiunto l’entusiasmo di una coppia di anziani, seduti proprio dietro di me. Al sentirli dire “brava, proprio brava sei stata!” con il loro bellissimo accento emiliano, credo d’aver fatto una faccia stupita e incredula. Una faccia nella quale è comparso un sorriso di soddisfazione per essere riuscita ad emozionare chi aveva ascoltato il mio piccolo racconto.


Le foto sono scattate da me!
Posta un commento

Deserti di cioccolato Designed by Templateism | MyBloggerLab Copyright © 2014

Powered by Blogger.