My Blog

Quando le parole ti strappano via l'anima


I ricordi cominciano dalla sera
sotto il fiato del vento a levare il volto
e ascoltare la voce del fiume. L'acqua
è la stessa, nel buio, degli anni morti.


Nel silenzio del buio sale uno sciacquo
dove passano le voci e risa remote;
s'accompagna al brusìo un colore vano
che è di sole, di rive e di sguardi chiari.
Un'estate di voci. Ogni viso contiene
come un frutto maturo un sapore andato.


Ogni occhiata che torna, conserva un gusto
di erba e cose impregnate di sole a sera
sulla spiaggia. Conserva un fiato di mare.
Come un mare notturno è quest'ombra vaga
di ansie e brividi antichi, che il cielo sfiora
e ogni sera ritorna. Le voci morte
assomigliano al frangersi di quel mare.
(9 agosto 1940)
(Paesaggio VIII, da Poesie, Einaudi Editore)

Le poesie di Pavese sono il canto del suo cuore solo. Più le leggo più me ne innamoro. Ogni parola ha un peso. Un suono. Un dolore. Una lacera sofferenza d'anime abbandonate. Scivola via la sua preghiera, aggrappandosi a brandelli di me.


Anche tu sei l'amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole - cammini
in attesa. L'amore
è il tuo sangue - non altro.
(23 giugno 1946)
(Due poesie per T., da Poesie, Einaudi Editore)


Foto di DrugArt
Licenza Creative Commons
Posta un commento

Deserti di cioccolato Designed by Templateism | MyBloggerLab Copyright © 2014

Powered by Blogger.