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Giorni che scorrono, giorni che assorbono



È trascorso un mese dall’intervento e da allora le mie giornate sono scandite sul ritmo di esercizi di logopedia e sul recupero di tutte le normali funzioni. Ogni giorno un passo, ogni giorno una conquista in più per riprendere la mia vita normale e tornare a sentire la mia voce. Il giorno e la notte si susseguono davanti alle finestre del mio palazzo, accompagnati dal brusio delle automobili e dal rumore della tastiera del PC, perché l’unica cosa che posso fare al momento è proseguire a scrivere, a curare il mio libro e il nuovo racconto. Quando il sole decide di esserci esco un po’ ed è bello sentirlo accarezzare la pelle, avvertendo il vento tra i capelli.
Riappropriarsi di se stessi è un processo lungo e snervante. Di pazienza ne ho sempre avuta poca, ma in questo caso devo armarmene per forza o non arrivo da nessuna parte.
È come correre una maratona della quale non conosci la lunghezza e non riesci a individuare il traguardo, anche se sai che è lì, da qualche parte, devi solo raggiungerlo, acciuffarlo e farlo tuo. Quando ti ritrovi in una situazione di difficoltà fisica e il tuo corpo non risponde come dovrebbe, impari molte, moltissime cose, o per meglio dire le riscopri. Apprezzi la semplicità di bere uno stupido bicchiere d’acqua senza tossire perché ti è andato di traverso, di mangiare un piatto di carne in un arco di tempo che non rasenti l’infinito e ti ritrovi a ridere da sola quando riesci a chiamare la tua cagnolina percependo un brandello di suono, seppure ancora orrendo e roco.
È una lotta continua e non ho intenzione di arrendermi, anche se certe volte mi sento sola. Quando succede vorrei essere abbracciata, avvertire calore intorno a me, quel senso di intimità speciale che si riesce ad avere solo con una persona.  Con la tua simmetria. Cosa del tutto assente nella mia vita, ma ormai ci sono abituata e non la cerco né l’aspetto più perché in fondo sono convinta non possa esistere.
Allora mi tengo stretti i miei sogni, nella speranza, un domani, di aprire gli occhi e scoprire di averne realizzato almeno uno.

Foto di JMTMcCulloch
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