My Blog

Ma l'amore, no?



E va bene, lo ammetto. A quarant’anni suonati aspetto ancora il principe azzurro… oddio pure grigio andrebbe bene o arancione, blu, color cacarella, albino… basta che respira e so’ felice. Ma trovarne uno vi sembra facile? No, appunto. E dire che l’impegno non mi manca.
Mi chiamano “tedesca” proprio perché se mi metto in testa una cosa, cascasse il mondo la ottengo. Peccato che a quanto pare ho una sfiga che mi porto dietro da bambina. A un certo punto ho anche pensato che mi avessero adottata e secondo me il dubbio è venuto pure a mamma. E sì, non si spiega come mai io un uomo non riesca proprio a trovarlo.
Nonna poi ci mette il carico da cento. L’altro giorno viene e mi fa:
Uttera, prenditi a quell’amico tuo, quello tanto bravo, quello studioso, come si chiama? Mauro…
E io:
Nonna, a parte che si chiama Marco, t’ho detto cento volte che è omo – ses – su - a - le!
Omo… che?
Omosessuale!
E che è?
Ah no’ se tromba i maschi!
 Oh Dio perdonala… ma come parli!
E vai col segno della croce.
Eppure ho tentato di trovare una soluzione. Il corso di salsa, per esempio. L’ho scelto sia perché volevo fare qualcosa di diverso, sia perché le mie amiche mi dicevano: “Chiara, a salsa rimorchi da paura! Ci vanno apposta i ragazzi!”. Potevo non ascoltarle? Ovviamente mi sono buttata a pesce sulla prima scuola di salsa che mi è capitata a tiro. E chi c’era in quella sala? Su, ditelo, ditelo in coro: “Cessi!”. Talmente cessi che il gobbo di Notre Dame a confronto è il Brad Pitt dei poveri! Uno addirittura aveva le mani che non erano sudate, no, de più! Sembrava che avesse i rubinetti in quelle mani!
Ma l’amore bussa alla tua porta quando meno te l’aspetti. E una volta, in un negozio, alla cassa, lo vedo: alto, moro, bello come il sole, anzi, a confronto il sole era ‘na lanterna. Balbetto, inciampo, pago il conto e mi dico: “Io questo non me lo lascio scappare!”. Il giorno dopo, ritorno al negozio, compro altre cose, non me serviva niente ma ‘sti cavoli, me sarei impegnata pure casa per lui e… NON C’ERA! Ci rivado e niente. Sparito nel nulla. Ora ditemi, è o non è iella questa?
Avessi almeno la comprensione di mamma. E invece lei passa il tempo a infierire e a tentare di appiopparmi chiunque gli capiti a tiro.
Chiaretta senti, ma che ne dici del figlio della fruttivendola?
A ma’, e dai, pare un vecchio!
È perché è un gran lavoratore!
No, ma’. È perché è un cesso!
Oh ma sei incredibile! Non ti sta mai bene nessuno!
Pausa di riflessione. La sua, io meditavo di annegarmi nella ciotola del cane.
E quell’altro… quel bravo ragazzo che t’ha fatto il regalo del compleanno?
Scherzi, vero?
Che c’ha che non va, forza.
Pesa 120 kg e somiglia a un asino.
Ma che dici! È solo un po’ in carne e con la faccia lunga.
Appunto. Un asino obeso. Ma vai a farglielo capire. Ha un’ossessione per questa storia del “quando ti fidanzi?”, “Non è ora che ti sposi?”. Ogni tanto mi vengono gli incubi. Ho paura che una mattina mi sveglio e mi ritrovo sposata con uno della sua lista. Esatto, LA LISTA. Sì, perché dovete sapere che lei ha un’agenda. Ogni tanto la tira fuori e segna. Un giorno le faccio:
A ma’, ma che stai a fa’?
Sto a fa’ le croci.
E che so le croci?
Chia’ le croci, sto a leva’ i nomi di quelli che mi scarti. Ah guarda qua m’ero segnata Luigi, il figlio del parrucchiere, gran bel ragazzo.
Ma’, cioè fammi capire. Tu ti segni sulla tua agenda gli uomini che me vorresti appioppa’?
Sì, così non me li scordo!
E poi dicono che uno esce pazzo e fa le stragi! 

Foto di BEYOURPET
Licenza Creative Commons
Posta un commento

Deserti di cioccolato Designed by Templateism | MyBloggerLab Copyright © 2014

Powered by Blogger.