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Come pioggia, quale eri tu

Certe volte va così. I giorni trascolorano in un ricordo e in improbabili nostalgie. Ho ancora il tuo pianoforte nella sala e ho sempre l’impressione che mobili e lenzuola e vestiti siano rimasti saturi del tuo profumo. Ma credo sia solo un’illusione creata dal dolore.
Niente è uguale a ieri.
Niente ci conserva e ci unisce, se non un ricordo che per quanto forte continua ad essere debole.
Fragile, come me.
Resta appeso fuori l’armadio il mio vestito da sposa. Imbevuto di naftalina e sporco di urla.
Ho l’anima macchiata di te.
Come potrei pulirla?
C’è chi dice di chiudere tutto giù in cantina e di non ascoltare la tua musica. Mai più.
Ma non posso.
È troppo presto.
È troppo oggi.
È troppo ieri.
È troppo domani.
Ho bisogno di restarmene sola a chiamare il tuo nome.
Di rifugiarmi in una nuvola di cielo.
E di permettere alla tua voce lontana di baciarmi le labbra.
Come allora.
Come sempre.
Come pioggia, quale eri tu.



Foto di Auro
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