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The last day


Siamo diversi. 
Universi impossibili.
Strade parallele, 
occhi nel ricordo
di un incontro un po’ distorto
smarrito nel disaccordo.
Prendimi la mano,
stringi le tue dita con le mie.

Siamo diversi.
Io sono sbagliato per te.
Tu sei sbagliata per me.
L’hai sempre saputo,
o non mi hai mai creduto.
Prendimi il cuore.
Non lasciarlo andare via,
spezza ogni ragione
della mia convinzione.

Sussurrami 
tutto ciò che possiamo essere
e che non saremo mai.
Non saremo più.
Sei andato via,
sono andata via.
In estate come in autunno
In inverno come in primavera.
Abbiamo perso le stagioni,
le nostre condivisioni.
Ogni più aperta inclinazione,
ogni cinica evasione.

È stato un attimo,
un momento,
uno sconforto
un ricordo,
un rifiuto
e poi,
poi abbiamo taciuto.

Resta qui,
io sono qui,
non me ne andrò,
resterò 
anche se niente mi trattiene.
Parlami della sera,
quella dei tuoi occhi,
del tuo volto di cera.
Cuci la mia anima tra le due dita
bianche immacolate delicate.
Note,
pianoforte
lasciato sul mare.

Suonerò,
lo farò per te,
ora e in un momento
senza chiederti niente.
Senza pretendere che tu capisca.
Sono musica,
melodia,
rapito dalla malinconia
ogni volta che ti perdo,
in un alito di vento.
Afferrami,
trattienimi
anche per un minuto,
un solo minuto.

Sussurrami 
cosa vuoi che siamo
cosa vuoi che diventiamo.
Hai la valigia pronta,
non ti lascerò andare via.
In estate come in autunno
In inverno come in primavera.
Ritroviamo le stagioni,
le nostre condivisioni.
Ogni più aperta inclinazione,
ogni più vera evasione.

È stato un attimo,
un momento,
uno sconforto
un ricordo,
un rifiuto
e poi,
poi abbiamo temuto
di non trovarci più.




Foto di dorottyas
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